Litoranea di Pontecagnano Salerno (Italy)
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L'Arco Naturale e Villa Malaparte
L'Arco Naturale
Singolare fenomeno naturale, l'arco emerge sullo sfondo di un paesaggio di rara
bellezza. E' il frutto del crollo di una grotta (forse, nella preistoria, a pelo
d'acqua, quando Capri faceva ancora parte della terraferma) e dell'azione del
vento e della pioggia che, nel tempo, hanno modellato l'arco fino a fargli
raggiungere l'aspetto attuale.
Si consiglia di proseguire per la panoramica passeggiata del Pizzolungo per
ammirare la Grotta di Matermania e la Villa Malaparte.
Villa Malaparte
Durante una sua visita a Capri nel 1936, lo scrittore e giornalista Curzio
Malaparte (il suo vero nome era Curt Suckert) comprò dalla famiglia Vuotto una
punta rocciosa presso i Faraglioni, detta punta Massullo e decise di erigervi la
sua residenza estiva. Nonostante le resistenze locali, tra il '38 e il '39, su
progetto dell'arch. Adalberto Libera, con l'opera di mastro Amitrano e con il
suo intervento personale, Malaparte realizzò il suo sogno, consegnando a Capri
un'opera ormai famosa ed integrata nel paesaggio, con la primitiva eppure
modernissima sagoma appoggiata alla roccia.
La villa ha ospitato innumerevoli famosi personaggi, da Moravia a Togliatti, da
Jean Cocteau a Albert Camus. Alla morte dello scrittore fu donata alla
Repubblica Popolare Cinese. Successivamente è divenuta sede di una fondazione
culturale. Vi si tengono saltuariamente convegni e manifestazioni d'arte.
Grotta delle Felci
Posta ad oltre 150 metri sul livello del mare nel fianco sud-orientale del Monte
Solaro, costituisce un piccolo riparo poco visibile protetto da una falda
rocciosa staccatasi dalla montagna, a sinistra della ben più grande grotta
dell'Arco. Fu certamente stazione abitata in età neolitica e del bronzo, come
testimoniato dai focolari e dai resti di ceramica dipinta, dalle macine e dai
resti umani ritrovati nel tempo dai ricercatori.
Lo studioso caprese Ignazio Cerio curò e sistemò una notevolissima collezione di
manufatti da lui rinvenuti tra il 1882 ed i primi del '900, attualmente
conservati, insieme a reperti trovati successivamente, presso il "Centro
Caprense I. Cerio, nell'omonimo palazzo.