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La
storia:
Le grotte, principale vanto di Castelcivita,
offrono un incantevole paesaggio sotterraneo che si snoda per 4200
metri. La forza dell'erosione e della corrosione dell'acqua sui
calcari del Cretaccio Superiore (periodo che segnò la scomparsa dei
dinosauri) sono qui documentate in tutta la loro maestosa potenza.
Reperti fossili testimoniano che le grotte costituirono un primo e
sicuro rifugio per l'uomo nel Paleolitico superiore (all'incirca
40.000 anni fa). Esse sono il vanto Parco del Cilento e Vallo di
Diano; rappresentano l'immagine viva di uno spettacolo sublime che
non può essere descritto e la cui bellezza può essere verificata
solo visitandole.
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La mitologia:
Le grotte di Castelcivita, un complesso
speleologico di indubbio interesse, situate alle pendici dei monti
Alburni, in provincia di Salerno, a pochi passi del fiume Calore,
rappresentano un patrimonio, dal punto di vista naturalistico e
geomorfologico, ancora non completamente valorizzato, con notevoli
potenzialità inespresse. Un paesaggio surreale e fantastico, ricco
di colori, concrezioni, stalattiti e stalagmiti dalle forme più
strane e più varie, alimentano la fantasia. La suggestione, e
quell'alone di mistero che da sempre ha circondato le grotte.
Caverne imponenti come basiliche, adorne di colonne e guglie candide
come la neve, obelischi e pinnacoli, e trine intessute da dita di
fate.continua la descrizione del giovane speleologo, di queste
grotte dette "del Diavolo", di cui si ha una prima descrizione in
una pergamena del 1781; sono poi state chiamate di "Spartaco" dal
nome del gladiatore che, ribellatosi all'imperatore Adriano, pare si
fosse rifugiato da quelle parti. Successivamente dette "Norce" dal
nome della donna amata dal guerriero romano; poi "Principe di
Piemonte", in onore di Umberto II di Savoia, che venne in visita
nell'agosto del 1932.
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Le
grotte:
L'ingresso delle grotte, che sono illuminate e
visitabili per 1.700 metri circa, si apre su una grande caverna,
seguita da gallerie, saloni, strettoie, pozzi, che si rincorrono e
si sovrappongono tra bellezze e colori altamente suggestivi. I
risultati magici dell'erosione dell'acqua si manifestano in modo più
evidente nella caverna Bertarelli, di immense proporzioni, nella
zona dei pipistrelli, nel "Deserto", oltrepassato il quale si arriva
alla sala del "Principe di Piemonte", una vera cupola da dove si
imbocca la caverna "Boegan". Oltre il "Viale del Tempio", ricco di
colonne, e dopo la biforcazione dell'"Orrido", si raggiunge il
"Barttistero", il lago "Sifone", il "Salto dei Titani" per
raggiungere il lago "Terminale".
L'ingresso delle grotte si apre su un ampio piazzale, alle pendici
occidentali dei Monti Alburni, sulla destra del fiume Calore e a 94
metri sul livello del mare. Superato il cancello d'ingresso, la
volta s'innalza e si è colti da un senso di sgomento. La grotta è un
susseguirsi di gallerie, saloni, strettoie e pozzi, che si
rincorrono, si sovrappongono, sprofondano in salti e paurosi baratri
dove l'orrido e il fantastico si alternano in un arcobaleno di
colori, dando vita a particolari unici nel loro genere: limoni, il
viso di un cherubino, i grappoli d'uva, il grande presepe e la
Pagoda.
La Grotta, incantevole paesaggio sotterraneo, è situata lungo la
riva destra del fiume Calore a 100 metri dal livello del mare
e si sviluppa per ben 4 Km. Riveste particolare interesse per gli
enormi saloni, duomi, corridoi e ampie gallerie, tutti
meravigliosamente addobbati da una straordinaria dovizia di
concrezioni dalle forme più svariate che la natura ha saputo creare.
Ai piedi di una parete calcarea si erge l'ingresso che invita ad
intraprendere un suggestivo e particolare viaggio nelle più profonde
viscere della terra, colorato da verdi rupi. Dopo pochi metri di
percorso vi è la caverna detta del Guano, rappresentante una bocca
circolare ed immensa; proseguendo il viaggio incontriamo gallerie,
pozzi, strettoie la cui esplorazione infonde un'irresistibile
curiosità. Più avanti vi è una grande caverna intitolata alla guida
Luigi Vittorio Bertarelli, in cui si innalza in perfetta verticale
una meravigliosa colonna e, vicina ad essa, un'elegante stalagmite.
Il tutto è sovrastato da numerosissime stalattiti imitanti motivi
architettonici di grande interesse. Nella zona dei pipistrelli si
notano delle concrezioni più scure perché corrose da sostanze acide;
di qui si giunge nel Deserto la cui pavimentazione si presenta
sabbiosa e pianeggiante. Oltre il Deserto si perviene alla grande
Sala Principe di Piemonte particolare per la presenza di una colonna
costituita da eleganti elementi a disco orizzontali. Nella galleria
detta Boegan invece lo spettatore si trova dinanzi ad un maestoso
palcoscenico costituito da colonne stalagmitiche e centinaia di
stalattiti riuniti armoniosamente in uno spazio limitato. Vari
oggetti dell'età paleolitica, scoperte negli ultimi anni, fanno
pensare che la Grotta sia stata abitata ininterrottamente dall'età
della pietra fino all'età del ferro. Oltre a ciò che è stato
descritto sino ad ora, la grotta presenta altre innumerevoli motivi
naturali degni di altrettanta importanza.
| Orario:
orario invernale (dal 01/10 al 15/03)
mattino: ore 10.30 , 12.00
pomeriggio: ore 14.30 , 16.00
orario estivo (dal 16/03 al 30/09)
mattino: ore 10.00 , 11.00 , 12.00
pomeriggio: ore 14.30 , 15.30 , 16.30 , 17.30 , 18.30
Prenotazioni: |
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Sede : tel. e fax 0828 97 55 24
Ufficio Grotte : tel. 0828 77 23 97
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